Preguntas. Un día en la vida de Juan Pérez
Una sola giornata può stare in un romanzo. Anche se, a tratti, le domande traboccano.
Le pagine che aspettano.
Non so se capiti anche ad altri scrittori. Ma io scrivo più in fretta di quanto riesca a pubblicare. A volte, per circostanze particolari, un libro impiega cinque, dieci o perfino vent'anni ad arrivare a un editore. A volte è l'autore stesso a decidere che la destinazione di una storia non è ancora in vista. E allora quelle pagine devono aspettare.
Eppure la nascita più difficile di un libro è essere scritto: sgorgare e posarsi nelle parole. Per quanto brillante, un'idea nella testa di uno scrittore non esiste finché non prende vita sulla carta o, più in sintonia con i tempi, in un file digitale e su uno schermo. Tutto ciò che è scritto può essere pubblicato un giorno. Nel frattempo, compiuto il passo essenziale che rende tangibile una storia, quelle pagine non dovrebbero nemmeno restare del tutto in silenzio.
Ecco allora alcuni estratti, e le bussole e le intenzioni di idee già nate, che hanno già il loro appoggio e la loro barca, ma non sono ancora arrivate al porto definitivo, in pagine stampate o in un algoritmo digitale. Sapendo che la destinazione più importante sono gli occhi che leggono queste parole proprio adesso, offriamo uno scorcio di alcune scene di viaggi che stanno ancora aspettando.
Una sola giornata può stare in un romanzo. Anche se, a tratti, le domande traboccano.
Il diario di una donna, con i suoi doveri, i suoi amori, i suoi dolori. Un romanzo raccontato in prima persona dalla sua stessa protagonista.
La ricerca del suono perfetto genera un assassino nell'Ottocento, e scatena una storia di orrori e di morti la cui eco arriverà al presente, e forse al futuro.
Un inseguimento attraverso più dimensioni porta alla Biblioteca. Passato e presente incroceranno le loro linee. L'ambizione desidererà il potere. I minuti saranno forse secoli, ma l'amore resterà intatto.